Se hai dei dubbi compila il form di seguito riportato e sottoponici i tuoi quesiti.
Le risposte che riterremo più interessanti saranno pubblicate in forma anonima nel nostro forum (consultabile qui di seguito), e magari aiuteranno a risolvere anche i dubbi di altri visitatori del nostro sito.
Buongiorno,
se vuole nel nostro studio ci sono professionisti che possono assisterla.
Dovrebbe, tuttavia, contattarci e prendere un appuntamento. Il primo incontro non comporta spese.
Le lascio il mio recapito: 02.72022469 – 349.8197797.
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola
Buongiorno,
si tratta del termine previsto dallo Statuto dei lavoratori (L. 300/1970) applicabile a tutti i lavoratori subordinati compresi i dirigenti. In verità, questo termine può essere modificato dalla contrattazione collettiva di riferimento che si applica al lavoratore/dirigente.
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola
Buongiorno,
non credo di avere compreso la sua domanda. Ma se mi sta chiedendo se 5 giorni di assenza in giustificano legittimano un licenziamento disciplinare la mia risposta è sicuramente sì. Ma occorre verificare se ci sono state cause di forza maggiore che hanno impedito al lavoratore di giustificare l’assenza.
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola
Buonasera. E’ impugnabile il licenziamento nel caso in cui il dirigente venga licenziato per soppressione della posizione durante una riorganizzazione aziendale, tuttavia le mansioni del dirigente venissero assegnate ad altri (non dirigenti) che continueranno quindi a svolgere il lavoro svolto dal Dirigente licenziato in quanto lavoro indispensabile per l’azienda?
Buongiorno, si potrebbe sostenere che il datore di lavoro aveva solo l’intenzione di ridurre i costi delegando a quadri ed impiegati le mansioni prima riconducibili ad un dirigente. Poi sarebbe opportuno esaminare nel dettaglio questa supposta riorganizzazione aziendale per verificare se è reale o soltanto orientata a fare a meno del dirigente non più nelle grazie del datore di lavoro.
Si ricordi l’impugnazione del licenziamento entro 60 giorni!
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola
Sto attraversando una situazione delicata riguardo il lavoro e la salute. volevo avere un’idea sui costi per agire pesantemente in quanto mi rendo conto di avere avuto un danno poco indifferente dal lato umano ed economico
Buongiorno,
il primo confronto non comporta spese e potremo valutare insieme come denunciare i pregiudizi da lei subiti, provare gli stessi da un punto di vista medico, nonché, se opportuno, definire una exit strategy.
Poi ovviamente preventivo nero su bianco.
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola (02.72022469 – 349.8197797 – marcopola@npassociati.com)
Se faccio un accordo di garden leave ho diritto di ricevere i buoni pasto? Durante il garden leave maturano tutti gli istituti previsti dal contratto di lavoro (contributi previdenziali, tfr, ferie, permessi, rol, Tredicesima e quattordicesima)?
Buongiorno William,
durante il periodo di garden leave, in linea di principio, hai diritto a ricevere i buoni pasto e a maturare tutti gli istituti previsti dal contratto di lavoro, inclusi contributi previdenziali, TFR, ferie, permessi, ROL, tredicesima e quattordicesima. Il garden leave, infatti, è un periodo di aspettativa retribuita durante il quale il dipendente è tenuto a rimanere a casa, pur continuando a percepire lo stipendio e a maturare tutti gli istituti contrattuali. Questo periodo viene solitamente concordato tra datore di lavoro e dipendente in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, per tutelare gli interessi di entrambe le parti. Il datore di lavoro, tuttavia, potrebbe cercare di formalizzare un accordo con il quale sia riconosciuto il periodo di garden leave ma non siano riconosciuti i buoni pasto in ragione della natura assistenziale e non retributiva degli stessi. Tuttavia, se l’erogazione dei buoni pasto è prevista dal contratto di lavoro o da accordi aziendali come condizione di miglior favore per il dipendente, il datore di lavoro dovrebbe continuare a erogarli anche durante il garden leave.
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola
Buona sera avvocato sono dirigente industria da oltre 15 anni per la stessa azienda e prima con un’altro. In breve: in questi 15 anni non ho mai ricevuto un aumento di stipendio poiché l’azienda ha sempre sostenuto che la mia RAL fosse superiore al tmgc e quindi sono rimasto con lo stesso stipendio netto in busta paga. Tuttavia il mio potere di acquisto è diminuito notevolmente e nel frattempo sono anche aumentate competenze e responsabilità con nomina di due procure notarili e maggiori responsabilità. Inoltre compaio come procuratore generale nella Visura camerale della società .. solo io tra altri delegati aziendali. Ora ritengo che ci sia qualcosa che non torna.. come è possibile che il mio stipendio sia lo stesso di 15 anni fa nonostante i vari adeguamenti contrattuali ? Gli aumenti salariali tradotti in aumento del tmgc seppur la mia RAL fosse superiore al tmgc non doveva no cmque essere riconosciuti inserendoli nella parte fissa ? In tutti questi anni inoltre non mi è mai stato riconosciuto l’MBO e nel 2020 il super minimo di 2000 euro che avevo è stato unilateralmente assorbito a costituire la parte fissa della RAL. Vorrei sapere sapere se c’è effettiva possibilità di intervenire al fine di recuperare quanto perso in tutti questi anni facendomi riconoscere anche il giusto per le procure notarili che mi sono state date nel 2019. Grazie in attesa di suo cortese riscontro la saluto.
Buongiorno,
temo che il suo messaggio mi sia sfuggito. Se ha ancora necessità di ricevere assistenza: 02.72022469 – marcopola@npassociati.com – 349.8197797.
Saluti,
Avv. Marco Pola
Salve Vorrei fare una denuncia per lavoro nero
Buongiorno,
se vuole nel nostro studio ci sono professionisti che possono assisterla.
Dovrebbe, tuttavia, contattarci e prendere un appuntamento. Il primo incontro non comporta spese.
Le lascio il mio recapito: 02.72022469 – 349.8197797.
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola
Buongiorno vorrei cortesemente sapere da quale norma deriva questo termine di 10 giorni
Grazie
Se il datore non eroga la sanzione del licenziamento entro 10 giorni dalla presentazione delle giustificazioni, queste si intendono accettate.
Buongiorno,
si tratta del termine previsto dallo Statuto dei lavoratori (L. 300/1970) applicabile a tutti i lavoratori subordinati compresi i dirigenti. In verità, questo termine può essere modificato dalla contrattazione collettiva di riferimento che si applica al lavoratore/dirigente.
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola
Licenziamento gusta causa per 5 giorni assenze ingiustificata
Buongiorno,
non credo di avere compreso la sua domanda. Ma se mi sta chiedendo se 5 giorni di assenza in giustificano legittimano un licenziamento disciplinare la mia risposta è sicuramente sì. Ma occorre verificare se ci sono state cause di forza maggiore che hanno impedito al lavoratore di giustificare l’assenza.
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola
Buonasera. E’ impugnabile il licenziamento nel caso in cui il dirigente venga licenziato per soppressione della posizione durante una riorganizzazione aziendale, tuttavia le mansioni del dirigente venissero assegnate ad altri (non dirigenti) che continueranno quindi a svolgere il lavoro svolto dal Dirigente licenziato in quanto lavoro indispensabile per l’azienda?
Buongiorno, si potrebbe sostenere che il datore di lavoro aveva solo l’intenzione di ridurre i costi delegando a quadri ed impiegati le mansioni prima riconducibili ad un dirigente. Poi sarebbe opportuno esaminare nel dettaglio questa supposta riorganizzazione aziendale per verificare se è reale o soltanto orientata a fare a meno del dirigente non più nelle grazie del datore di lavoro.
Si ricordi l’impugnazione del licenziamento entro 60 giorni!
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola
Sto attraversando una situazione delicata riguardo il lavoro e la salute. volevo avere un’idea sui costi per agire pesantemente in quanto mi rendo conto di avere avuto un danno poco indifferente dal lato umano ed economico
Buongiorno,
il primo confronto non comporta spese e potremo valutare insieme come denunciare i pregiudizi da lei subiti, provare gli stessi da un punto di vista medico, nonché, se opportuno, definire una exit strategy.
Poi ovviamente preventivo nero su bianco.
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola (02.72022469 – 349.8197797 – marcopola@npassociati.com)
Buonasera avvocato, vorrei gentilmente avere una consulenza riguardo il mio licenziamento
Buongiorno,
le lascio i miei recapiti: fisso 02.72022469; cell 349.8197797.
Cordiali saluti,
Avv- Marco Pola
Se faccio un accordo di garden leave ho diritto di ricevere i buoni pasto? Durante il garden leave maturano tutti gli istituti previsti dal contratto di lavoro (contributi previdenziali, tfr, ferie, permessi, rol, Tredicesima e quattordicesima)?
Buongiorno William,
durante il periodo di garden leave, in linea di principio, hai diritto a ricevere i buoni pasto e a maturare tutti gli istituti previsti dal contratto di lavoro, inclusi contributi previdenziali, TFR, ferie, permessi, ROL, tredicesima e quattordicesima. Il garden leave, infatti, è un periodo di aspettativa retribuita durante il quale il dipendente è tenuto a rimanere a casa, pur continuando a percepire lo stipendio e a maturare tutti gli istituti contrattuali. Questo periodo viene solitamente concordato tra datore di lavoro e dipendente in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, per tutelare gli interessi di entrambe le parti. Il datore di lavoro, tuttavia, potrebbe cercare di formalizzare un accordo con il quale sia riconosciuto il periodo di garden leave ma non siano riconosciuti i buoni pasto in ragione della natura assistenziale e non retributiva degli stessi. Tuttavia, se l’erogazione dei buoni pasto è prevista dal contratto di lavoro o da accordi aziendali come condizione di miglior favore per il dipendente, il datore di lavoro dovrebbe continuare a erogarli anche durante il garden leave.
Cordiali saluti,
Avv. Marco Pola
Buona sera avvocato sono dirigente industria da oltre 15 anni per la stessa azienda e prima con un’altro. In breve: in questi 15 anni non ho mai ricevuto un aumento di stipendio poiché l’azienda ha sempre sostenuto che la mia RAL fosse superiore al tmgc e quindi sono rimasto con lo stesso stipendio netto in busta paga. Tuttavia il mio potere di acquisto è diminuito notevolmente e nel frattempo sono anche aumentate competenze e responsabilità con nomina di due procure notarili e maggiori responsabilità. Inoltre compaio come procuratore generale nella Visura camerale della società .. solo io tra altri delegati aziendali. Ora ritengo che ci sia qualcosa che non torna.. come è possibile che il mio stipendio sia lo stesso di 15 anni fa nonostante i vari adeguamenti contrattuali ? Gli aumenti salariali tradotti in aumento del tmgc seppur la mia RAL fosse superiore al tmgc non doveva no cmque essere riconosciuti inserendoli nella parte fissa ? In tutti questi anni inoltre non mi è mai stato riconosciuto l’MBO e nel 2020 il super minimo di 2000 euro che avevo è stato unilateralmente assorbito a costituire la parte fissa della RAL. Vorrei sapere sapere se c’è effettiva possibilità di intervenire al fine di recuperare quanto perso in tutti questi anni facendomi riconoscere anche il giusto per le procure notarili che mi sono state date nel 2019. Grazie in attesa di suo cortese riscontro la saluto.
Buongiorno
La contatto per definire la mia situazione in quanto dirigente
Grazie
Mobile 3756453341
Buongiorno,
temo che il suo messaggio mi sia sfuggito. Se ha ancora necessità di ricevere assistenza: 02.72022469 – marcopola@npassociati.com – 349.8197797.
Saluti,
Avv. Marco Pola